

A pochi chilometri di distanza c'è la città di Montepulciano, patria tra gli altri del Poliziano e di San Roberto Bellarmino. In questo stupendo borgo nell'ultima domenica di agosto si svolge uno dei palii più famosi d'Italia, "Il bravio delle
botti": 8 contrade si contendono uno stendardo che viene aggiudicato alla coppia di spingitori che per prima riesce a portare davanti all'ingresso del Duomo, facendola rotolare, una botte di circa 80kg. Il percorso é tutto in salita e noi, ormai collaudati conoscitori di queste giostre, ripercorriamo l'itinerario indugiando tra le molte vetrine dei
negozi, delle trattorie che costellano la strada. Arrivati in Piazza Grande assistiamo, incuriositi e stupiti, ad una gara tra giovani sbandieratori e tamburini delle varie contrade. Senza molto ritegno la nostra simpatia va a favore della contrada di San Donato. Rimarremmo volentieri più a lungo ma abbiamo in programma di assistere ad un'altra giostra, quella di Simone a Montisi. La giostra ricorda quella del Saracino di Arezzo e di Sarteano. Arriviamo però quando ormai tutto 



si é concluso e così decidiamo di ritornare a Montepulciano. Trovare un parcheggio è un'impresa, per questo l'ora si fa tarda. Quando arriviamo alla Piazza troviamo un palco allestito con della musica ma anche un fastidiosissimo vento che ci infreddolisce. Anche di sera il fascino di questa cittadina ci induce a pensare a quanta storia sia conservata in palazzi, chiese ma anche nelle botteghe, alcune delle quali nascondono antiche cantine, passaggi sotterranei, testimonianze di un passato glorioso che consegna a noi l'impegno di saperlo custodire, apprezzare e raccontare.
Torniamo a "Castelmozzo". Siamo stanchi ma lieti; e non è un dovere la preghiera ma la necessità di ricondurre al Signore della storia e della nostra vita tutto il bene, il bello e il vero che anche oggi abbiamo sperimentato. Dormiamo in pace!
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