lunedì 6 agosto 2012

Ama e dillo con la vita

Per consentirci di preparare ogni cosa per tempo e di non lasciare Castelmuzio troppo tardi, l'ora della sveglia é alle 7.00. Stancamente ci troviamo intorno al tavolo della colazione; la fatica ma ancor più la consapevolezza che il tempo della vacanza si sta concludendo appesantisce l'inizio delle attività. Sistemiamo la cucina, le camere, prepariamo i bagagli e ci rechiamo nella "nostra" piccola chiesa per celebrare la festa della Trasfigurazione. "Non videro che Gesù": questa espressione dell'evangelista Marco diventa l'augurio che don Roberto ci rivolge, che possiamo vedere Gesù nella sua parola, nell'Eucaristia, nella bellezza della natura e dei paesaggi di cui abbiamo goduto, come anche dell'arte che ci ha meravigliato ma soprattutto che noi possiamo incontrare il Maestro nelle persone che ci stanno accanto. Al termine della celebrazione viviamo un breve rito conclusivo, partendo dalle parole del vescovo Tonino Bello il quale ci esorta a rispondere alla nostra vocazione con audacia, utopia e amore. Segno di queste giornate un piccolo braccialetto di gomma colorata, con l'espressione di Agostino "Ama e dillo con la vita". Don Roberto consegna a ciascuno il braccialetto usando queste parole: "Sei nelle mani di Dio, laddove sei chiamato a vivere". Dopo la Messa regaliamo a don Roberto una confezione di pici, tipica pasta fatta a mano di questa zona e un preparato di sugo che a lui piace molto, chiamato all'Aglione (potete immaginare gli ingredienti!). I due mezzi si dividono: un gruppo si dirige da subito a Marina di Pietrasanta, luogo scelto per una sosta al mare. Don Roberto, invece, torna a Siena per incontrare e salutare don Sergio. L'incontro avviene all'ospedale dove il parroco di Petroio è cappellano e coordinatore dei cappellani. Assistiamo divertiti al momento in cui i due sacerdoti si vedono, anche perché l'abbigliamento è alquanto diverso: clergi e camice bianco per il sacerdote toscano; polo, calzoncini e sandali per il nostro vicario. Don Sergio non si trattiene e ci raccolta alcuni aneddoti coloriti con le consuete espressioni boccaccesche. Cogliamo però, al di là di questo, un impegno concreto e molto faticoso si servizio al vangelo, in una terra dove le scelte politiche pesano molto anche sulla vita della chiesa e dove la scarsità del clero genera difficoltà sempre maggiori. Carichiamo l'auto di alcune bottiglie di vino con dell'olio e riprendiamo il viaggio per incontrare i nostri amici. Purtroppo le condizioni meteorologiche ci sembrano sfavorevoli e così, dopo 8 giorni di caldo torrido, ci ritroviamo in spiaggia accarezzati da una leggera pioggerella. Per una mezz'ora coltiviamo l'ipotesi di dirigerci subito verso Lucca ma le condizioni del tempo mutano e ci godiamo un bellissimo e riposante pomeriggio di mare. Decidiamo di cenare qui, ancora in Toscana. Questa sera ci accontentiamo della pizza. Se cercate una pizzeria a buon mercato, non andate da Michele! Tuttavia, se decideste di non ascoltare il nostro consiglio e di andarci fate attenzione ai piccioni!
Il clima a tavola è sereno, in tutti c'è la sensazione di aver vissuto giorni ai quali ritornare per riassaporare immagini, colori, sapori, emozioni. Questa serenità accompagna l'ancora lungo viaggio del ritorno, in modi diversi ciascuno sente di essere stato benedetto e di essere chiamato a rispondere alla propria vocazione con la consapevolezza di essere nelle mani di Dio. Grazie per aver condiviso il nostro viaggio!
Dio ci benedica!

3 commenti:

  1. Volevo affidare il pensiero di questa fantastica esperienza a tre verbi:
    -Gustare: Tutto ciò che ci è stato permesso di vedere è stato incredibile. Abbiamo gustato la bellezza di chiese, pitture, monumenti da mozzafiato, che ci hanno fatto ripercorrere la storia che trasuda da quelle opere. Per non parlare dell’ottimo vino e degli ottimi cibi tipici di quelle terre; anche chi è poco esperto come me ha percepito la qualità e la bontà di quelle bevande.
    -Meravigliarsi: I panorami ammirati da torri altissime;gli scorci regalati da angoli delle città; i campi sterminati di grano e di girasoli ci hanno riempito di meraviglia e ci hanno permesso di comprendere il bello che è stato creato per noi e anche come l’uomo abbia usato il suo ingegno per realizzare opere meravigliose.
    -Meditare: Tutto ciò che abbiamo visitato, visto, vissuto, gustato, sarebbe stato meno “saporito” se non ci fosse stata data la possibilità di riflettere e di meditare sulla nostra vita, sul nostro rapporto con gli altri e con Dio. Sono stati momenti intensi che ci hanno permesso di avere del tempo dedicato al silenzio e all’ascolto (cose passate fuori moda). Il tutto è stato incorniciato da luoghi di preghiera bellissimi, con pace e serenità, oppure anche dal frastuono della gente che visitava le città con curiosità e gioia.
    Un Grazie a tutti i compagni di viaggio!!!
    Un GRAZIE di cuore a Don Roberto, che come sempre ci rende ogni esperienza RICCA e SPECIALE!!!
    Matteo

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  2. Chiara Mobiglia10 agosto 2012 22:33

    Quando ti trovi circondato da paesaggi meravigliosi che solo guardandoli dal finestrino dell’auto ti trasmettono pace e serenità, quando ogni luogo che visiti ha una storia tutta da scoprire e ammirare e una cultura da amare, quando sai di avere il privilegio di riposare in un antico borgo medievale dove non ci sono macchine e tutto è a “misura d’uomo”, dove alla domenica mattina non riesci a trovare nemmeno delle brioches e alla sera c’è un silenzio che fa quasi paura, non puoi che essere felice di aver aderito alla proposta della Vacanza comunitaria in Toscana della tua comunità.

    Sono tanti i luoghi che hanno fatto nascere in me profondo stupore. Voglio ricordare il Convento delle Celle di Cortona che mi ha fatto riassaporare la bellezza del silenzio e della riflessione in mezzo alla natura (capisco perché san Francesco desiderava rimanere in quel luogo…) e il duomo di San Gimignano – con spiegazione di don Mauro annessa – che possiede un valore artistico a dir poco sorprendente che stimola la conoscenza e a non fermarsi alla semplice visione di un dipinto.

    Nella mia mente, nel mio cuore oltre a bellissimi e indimenticabili quadri naturali e culturali, ci sono soprattutto 11 compagni di viaggio altrettanto straordinari. Tra le cose che apprezzo di più di un’esperienza di condivisione è il prendersi cura gratuitamente dell’altro, in silenzio, senza aspettarsi nulla in cambio! Credo che questi giorni siano stati caratterizzati proprio da una condivisione semplice ma non scontata. Non posso dimenticare gli scherzi notturni, le tante risate, i sorrisi, i pranzi e le cene abbondanti…

    Infine ci sono stati importanti momenti di riflessione per cominciare la giornata affidandoci al Signore Gesù: la nostra vocazione, i nostri talenti, il perdono donato e ricevuto, il servizio verso l’altro… tutto è parte dell’Amore di Dio verso di noi. Trasmettere questo Amore si può con l’amore, con la vita! Ecco allora come l’intuizione della propria vocazione non può che nascere da una vita vissuta nell’amore. AMA e DILLO CON LA VITA!

    Grazie Alessandra, Andrea, Carlotta, Elena, Luca, Matteo, Mauro, Paolo, Sara, Silvia! Grazie don Roberto per la tua presenza mai scontata!
    Grazie a chi ci ha accompagnato in questo viaggio!

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  3. anche leggere i vostri pensieri,intimi,mi hanno commosso, e, fatto ringraziare Dio,(con voi) per questi momenti preziosi, x voi, indimenticabili, grazie

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